Quella sensazione di secchezza che stringe la bocca nel primo sorso di un Barolo giovane ha un nome: tannino. È l'ossatura invisibile del vino, la sostanza che lega le proteine della saliva e trasforma la lingua in cartavetrata. Ma è anche ciò che permette ai grandi rossi di invecchiare per decenni. Da dove viene? Come si estrae? E perché Maria Teresa Mascarello continua a macerare le sue uve per quarantotto giorni, come faceva suo padre? Un viaggio nella chimica e nella sensorialità del vino.